Euroleague showdown: comincia la caccia alle Final Four
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Euroleague showdown: comincia la caccia alle Final Four

Euroleague showdown: comincia la caccia alle Final Four

Euroleague showdown: comincia la caccia alle Final Four di Vitoria

La stagione regolare di Eurolega appena consegnata agli archivi è stata sicuramente la più esaltante e combattuta dall’introduzione del nuovo format: mai era capitato prima di quest’anno infatti, che prima dell’ultima giornata fossero ben 6 (con 32 possibili combinazioni) le squadre corsa per gli ultimi 3 posti della post season. Alla fine sono state Baskonia, Panathinaikos e Zalgiris ad avere la meglio su Milano, Olympiacos e Maccabi, senza dimenticare che il Bayern Monaco si era giocato le sue possibilità perdendo in casa del Darussafaka, ultima della classe, alla 29esima giornata.

7 mesi, 240 partite e 16 squadre che ci hanno accompagnato lungo un percorso fatto di gioie e dolori, di soprese che sorprese più non sono e di delusioni inaspettate; tutto questo prima di gustarci dal 16 Aprile i Playoff del secondo torneo mondiale per importanza, che la squadra di Overtime ha analizzato nei dettagli, serie per serie. Prima di presentare i quarti di finale però, è doveroso soffermarci sui giocatori e le squadre che più hanno sorpreso (in positivo od in negativo) in questa Regular Season dando uno sguardo, perché no, anche ai numeri.

Il Real festeggia la vittoria delle ultime Final Four di Belgrado (www.euroleague.net)

LA SOPRESA – ZALGIRIS KAUNAS

Dando un’occhiata rapida alle classifiche delle ultime due stagioni sorge spontanea una domanda: come fa una squadra arrivata sesta nel 2018 ad essere la sorpresa di questa Regular Season nonostante un ottavo posto conquistato solamente all’ultima giornata? C’è innanzitutto da considerare che, nonostante un budget aumentato di 2.2 milioni di Euro rispetto alla passata stagione (da 8.5 a 10.7), i lituani sono ben distanti dal monte ingaggi delle altre grandi potenze europee, fra cui la stessa Milano, scavalcata all’ottavo posto nel penultimo turno. In estate poi sono partiti tre dei pezzi più pregiati del roster: Kevin Pangos è stato il primo a salutare in direzione Barcellona, seguito dal francese Axel Toupane, approdato all’Olympiacos e per ultimo da Vasilje Micic, oggi star indiscussa dell’Efes.

Sarunas Jasikevicius si è affidato quindi alla base solida composta dal capitano Jankunas, Ulanovas, White e Davies ai quali ha affiancato gente di grande intelligenza cestistica come Thomas Walkup e Nate Wolters. Dopo oltre metà stagione i biancoverdi avevano praticamente un piede fuori dai Playoff (9-15) e non sembravano in grado di poter replicare il miracolo dell’anno prima, ma come al solito Saras ha stupito tutti, di nuovo: lo Zalgiris si è ritrovato vincendo le ultime 6 partite mettendo sul campo la solita difesa fisica che ha concesso agli avversari solamente il 47% da 2 (solo Fener e Real hanno fatto meglio), abbinata ad un attacco fatto di grande circolazione giocato per lo più all’interno dell’arco (Kaunas è ultima in Euroleague per triple tentate con 16.5 a partita, niente se confrontato alle quasi 29 del Khimki). Quasi impossibile pensare che l’ex play del Maccabi possa battere su 5 partite il Fenerbahce del maestro Obradovic, la stessa cosa però si diceva prima della serie con l’Olympiacos…

I due grandi protagonisti della stagione biancoverde: Saras e Brandon (www.delfi.lt)

LE TRE DELUSIONI

Sin dal principio era preventivabile che, data l’elevata competitività del torneo, alcune delle big restassero fuori dalle prime 8 posizioni. Tre squadre più delle altre però hanno sovvertito i pronostici in negativo, ognuna delle quali per un motivo diverso: stiamo parlando di Milano, del Maccabi Tel Aviv e dell’Olympiacos

Milano – dopo una campagna acquisti inaugurata in pompa magna con l’arrivo di Mike James l’Olimpia si è tenuta nelle zone alte del classifica per gran parte del girone di andata. I primi campanelli d’allarme di una difesa come lo scorso anno molto fragile e di un attacco, che esattamente come nel periodo di Goudelock, vive delle magie della propria point guard e di pick ‘n’ roll centrali, sono arrivati nella partita persa malamente in casa contro Gran Canaria. Le prestazioni da MVP di James e l’impatto straordinario di Gudaitis hanno dato l’illusione che questa potesse essere la volta buona, ma l’infortunio del centro lituano proprio nella partita di ritorno contro i canarini ha via via messo fine alle speranze delle Scarpette Rosse: Tarczewski ma soprattutto Omic non si sono dimostrati all’altezza delle altre frontline europee mentre l’arrivo di Nunnally non è stato sufficiente per sopperire alla partenza di Bertans e ad uno dei tanti infortuni di Nedovic, una delle poche alternative tattiche dell’attacco di Pianigiani. Le ultime 3 partite in seguito alla grande vittoria contro l’Olympiacos hanno completamente messo a nudo tutte le disfunzionalità della squadra, che contro Fenerbahce ed Efes già qualificate ha dimostrato di aver esaurito le energie mentali. Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno possiamo dire che rispetto alle prime due edizioni del nuovo format la squadra è diventata competitiva anche ad alto livello, ma non può certo bastare questo per le ambizioni meneghine.

La delusione sul volto di Mike James (ph: Claudio Grassi)

Olympiacos – il “dynamic duo” in salsa tzatziki composto da Spanoulis e Printezis che ha condotto i biancorossi a quattro apparizioni alle Final Four nelle ultime 7 stagioni sembra essere arrivato al canto del cigno: il tre volte MVP (una col Panathinaikos nel 2009) ha chiuso in anticipo la stagione regolare a causa di un infortunio e ha fatto registrare i suoi minimi personali in termini di punti (10.2) e ai tiri liberi (solo il 71.2%). L’eroe della finale del 2012 non ha fatto tanto meglio chiudendo a 10.6 punti di media con solo 5.1 rimbalzi con il 62% dalla linea della carità, anche per lui il minimo in carriera. Oltre a questo il neo allenatore David Blatt, che veniva dalla vittoria in Eurocup col Darussafaka, non è riuscito a dare la sua solita impronta ad una squadra che ha chiuso sì con la terza difesa assoluta (76.9 i punti subiti) ma ha fatto una grandissima fatica in attacco (quartultima per punti realizzati con 77.9), a dimostrazione del fatto che le due metà campo in questo sport contano in egual misura. Di certo gli infortuni di Strelnieks e il deludente impatto di Toupane e Timma (poi ceduto allo Zenit) non hanno aiutato l’ex head coach dei Cavs, ma da una squadra eliminata ai quarti da terza classificata nella passata stagione ci si aspettava decisamente di più.

Giorgos e Vassilis: fine di un’era? (www.eurohoops.net)

MaccabiNemmeno la quinta difesa della competizione (78.2 punti subiti a partita) è riuscita a trovare la qualificazione, mancando così i quarti per il secondo anno consecutivo. Eppure i presupposti per una stagione decisamente migliore c’erano tutti, a partire dall’acquisto di Scottie Wilbekin che proprio insieme a David Blatt fu il grande protagonista del successo del Darussafaka. La point guard ex Florida è passata dai 19.7 punti di media con 4.8 assist e il 42.8% da 3 ai 12.9 punti di media con 3.1 assist e solo il 32.8% dalla distanza: chiaro, Eurolega ed Eurocup appartengono tecnicamente e fisicamente a due mondi diversi, ma Wilbekin non ha saputo trasmettere durante il corso della stagione la leadership mostrata negli anni turchi. A questo si è aggiunta la poca costanza di Johnny O’Bryant, che spesso ha alternato prestazioni di livello NBA ad altre di basso profilo, mentre gli infortuni hanno limitato la forza straripante sotto al ferro di Tarik Black. Più in generale gli uomini di Sfairopoulos possono recriminare sulla penultima percentuale di squadra ai liberi (70.9%) e la poca circolazione di palla (solo il Buducnost ha fatto peggio dei 15.8 assist degli israeliani). La situazione infine non migliora se prendiamo in esame la precisione dall’arco (terzultimi col 33.6%) e la True Shooting Percentage (46%), una delle peggiori del torneo; un anno da dimenticare insomma per il vulcanico presidente Mizrahi e la marea gialla.

Un anno decisamente no per Scottie Wilbekin e Jeremy Pargo (www.eurohoops.net)

MVP RACE – L’ANNO DI NICK

 

L’anno 2019 potrebbe essere ricordato come quello che per la prima volta vedrebbe gli MVP della Regular Season NBA ed Eurolega provenire dallo stesso Paese che non siano gli States, la Grecia: se Giannis Antetokuonmpo fino all’ultimo sarà in lotta con James Harden, paiono invece non esserci grossi dubbi su chi sarà il miglior giocatore della prima fase del torneo continentale. Nick Calathes dopo aver rischiato di vincere il riconoscimento nella passata edizione (assegnato poi a Luka Doncic) ha dimostrato, a 30 anni compiuti, di essere il migliore nel suo ruolo. Fisico da ragioniere e atletismo decisamente sotto la media, l’ex Memphis ha provato che a questo livello il Q.I. cestistico conta ancora parecchio: dopo un avvio in sordina ha cambiato totalmente passo con l’arrivo di Rick Pitino decidendo prima la sfida di Mosca con una tripla di tabella pazzesca, poi spiegando basket al Forum di Milano (27 e 14 assist per lui alla sirena finale) e infine regalando la qualificazione ai suoi con una tripla doppia da 11 punti, 12 rimbalzi e 18 assist contro il Buducnost. Corey Higgins, giocatore straordinario su entrambi i lati del campo e Mike James, autentica ancora di salvezza milanese, lo hanno insidiato per lungo tempo, ma l’ultima parte di stagione di Calathes – che ha chiuso ancora una volta come miglior passatore della stagione regolare (8,9 assist di media sono un dato pazzesco per i parametri FIBA) – non può che certificare il playmaker del Pana come most valuable player del torneo.

https://www.youtube.com/watch?v=gQn8DUqMFbg

LE SERIE: ANALISI E PRONOSTICI

FENERBAHCE BEKO ISTANBUL (#1) – ZALGIRIS KAUNAS ( #8)

A cura di Edoardo Caianiello

Prima contro ottava, il maestro che incontra l’allievo, è Obradovic contro Jasikevicius. La sfida tra i turchi ed i lituani va aldilà dei normali significati di una partita ed addirittura oltre le straordinarie emozioni di un playoff di Eurolega.

Intelletto applicato al suo massimo livello, esecuzioni sinfoniche che mostrano, forse più di qualunque altra realtà, oggi, l’impronta degli allenatori in panchina. Il tutto aiutato da due roster che ben si prestano alla luminosa applicazione dei dettami disegnate sulle lavagnette e costruite negli spogliatoi.

Una rivincita “diversa”, questo poco ma sicuro. Le due squadre si erano lasciate lo scorso anno nella semifinale di Belgrado dove la meglio la ebbero i turchi con il punteggio di 76-67 interrompendo, proprio sul più bello, la meravigliosa cavalcata delle frecce lituane, che quest’anno, a causa degli infortuni hanno faticato e non poco, cogliendo solo all’ultima partita la qualificazione alla fase successiva.

In stagione regolare sono due i successi su altrettante partite per Datome e compagni (Zalgiris-Fenerbahce 75-82; Fenerbahce-Zalgiris 78-61) ed il fattore casa premia senza dubbio i turchi che si presentano con un netto 15-0 a discapito dell’ 8-7 di Kaunas, bravi ad invertire nella seconda parte di stagione un 0-5 eloquente di inizio anno. Fuori le mura amiche, le statistiche ci dicono che il Fener sbaglia raramente (10-5) mentre lo Zalgiris inverte solo l’ordine degli “addendi” (7-8).

FENERBAHCE – E’ fuori discussione: il Fener vuole prendersi quel titolo perso in finale lo scorso anno. Dovrà recuperare il miglior Veselj ed il transalpino Lauvergne ma la qualità e la profondità del roster della squadra turca è davvero impressionante e sembra oggi lasciare poco spazio alle interpretazioni.

ZALGIRIS – Qualificazione all’ultimo respiro e carattere da vendere orchestrato da una bacchetta sublime a dirigere l’orchestra, nonostante una stagione caratterizzata da infortuni , da cronometri (vedi la partita con il CSKA) ed atterraggi “pazzi” (vedi il viaggio verso Madrid). Ed un’anima baltica che davvero non manca mai.

L’allievo ed il mestro di fronte ai playoff, ancora una volta (www.basketboltahmin.net)

LA STRATEGIA – FENERBAHCE BEKO ISTANBUL

LA STELLA

JAN VESELY – 13 punti, 5.4 rimbalzi | 65.9% da due, 20% da tre, 82,2 % FT | 2.4 assist

DA TENERE D’OCCHIO:

MARKO GUDURIC – 8.9 punti, 2 rimbalzi, 2.2 assist | 64.2 % da due, 48.8% da tre, 84,9% FT |

Trovare una stella in casa Fener è davvero difficile. La vera stella (come anche per gli avversari lituani) è chi siede in panchina, Z.Obradovic, di cui oramai è difficile enumerare le vittorie e le presenze nelle fasi decisive di questa competizione.

Squadra matura e collaudata, con gerarchie ben definite. La stella o meglio, giocatore più appariscente, è Jan Vesely che sotto il canestro, offensivamente e difensivamente, è quello che si fa “notare” di più. Concreti e cinici, fanno della fisicità e della possibilità di poter cambiare volto, un’arma fenomenale. La sapienza e l’uso di Gigi Datome (forse alla sua miglior stagione in Eurolega, aldilà della statistiche) è insieme all’ormai enorme solidità e duttilità di Nicolò Melli proprio l’immagine di cosa voglia dire stare tecnicamente e mentalmente all’interno di una squadra di Obradovic.

Cinici si diceva ed infatti la cabina di regia è affidata ad uno squalo come Sloukas, capaci di cambiare volto altrettanto, ed ecco allora l’arma Alì (per i nostalgici, Dixon) pronto ad accendere la miccia quando serve.

Ma Obradovic ha il talento serbo nelle sue mani con gli assi di Guduric e Kalinic pronti ad essere calati al bisogno, con il primo protagonista di una crescita tecnica e mentale (e di lettura della partita) assolutamente da lasciare senza parole.

Squadra: questa la definizione del Fenerbahce di Istanbul, un mix letale di tecnica ed esperienza che sa cosa deve fare e come farlo.

Il lungo ceco Jan Vesely
L’ex Stella Rossa marko Guduric

LA STRATEGIA – ZALGIRIS KAUNAS

LA STELLA:

BRANDON DAVIES – 14.4 punti, 5.7 rimbalzi, 2.1 assist | 56% da due, 76.5 % FT |

DA TENERE D’OCCHIO:

MARIUS GRIGONIS – 8.9 punti, 2.2 rimbalzi, 2 assist | 46% da due, 49% da tre, 97% FT |

Lo Zalgiris di questa stagione non è di certo l’incredibile storia dello scorso anno, che dell’anno precedente ha perso molto. Ma non il suo allenatore, Sarunas Jasikievicius, vera arma ed anima, di una squadra che proprio nel corso di questa stagione ha dovuto fare i conti (e nemmeno troppo poco) con infortuni e problemi di roster.

Non sarà la squadra dello scorso anno ma la vittoria all’ultima partita ha suscitato l’esultanza di tutti gli appassionati di pallacanestro che riconoscono (ed a ragione) la straordinaria capacità del coach, ex giocatore di Obradovic, di saper plasmare uomini e squadre, meglio di tantissimi altri.

Sarà difficile arginare il talento e la profondità dei turchi ma gettare il cuore aldilà del famoso ostacolo sarà la prima cosa che lo Zalgiris dovrà fare, affidandosi soprattutto al talento ed alla solidità del suo Brandon Davies.

Il ragazzone americano ha chiuso dietro a Mike James, al secondo posto, la classifica marcatori: solido sotto canestro, nullo dalla lunga distanza, eloquente il suo 0/0 da tre punti in stagione regolare.

Qualità e quantità differente dai vice campioni in carica, ma non scherzate con il carattere e con talento pronto ad esplodere. C’è la costanza di un esterno come Marius Grigonis e l’imprevedibilità di un Aaron White che all’occorrenza fa sempre comodo. E poi l’anima esperta e lituana pronta all’uso: Milaknis e Ulanovas sono pronti, Kavaliuskas e Jankunas vorranno dire la loro, nonostante questa stagione abbiano giocato la metà delle partite.

PRONOSTICO FINALE

La bilancia pende tutta dalla parte di Datome, Melli e compagni, al momento troppo più forti e più strutturati rispetto agli avversari. Ma solo per il fatto che Obradovic e Jasikieviucius siano seduti sulle due panchine, chi ama la pallacanestro, pensata e giocata, non può non vedere questa sfida che si preannuncia una partita a scacchi in cui la mente avrà la meglio sul cuore.

Brandon Davies, che stagione per lui! (piratasdelbasket.net)
Marius Grigonis, un miglioramento costante (www.15min.lt)

CSKA MOSCA (#2 ) – SASKI BASKONIA (#7)

A cura di Roberto Gennari

CSKA MOSCA (25-5)

Il CSKA si conferma come uno dei più grandi rebus di questa Eurolega 2019. Se come roster possono ovviamente giocarsela con tutti – ed effettivamente lo hanno fatto – a volte gli uomini di Itoudis hanno avuto dei passaggi a vuoto abbastanza preoccupanti, vedi la sconfitta col Buducnost e lo 0-2 contro il Panathinaikos.  In ogni caso, Hackett e soci arrivano piuttosto bene a questi playoff, con 11 vittorie nelle ultime 12 tra cui un ragguardevole 70-68 contro il Fenerbahce in cui De Colo ha giocato a mezzo servizio e la partita è stata vinta tenendo i turchi a 6-23 da tre.

Contro i baschi il bilancio della stagione regolare è in parità: 1 a 1, con entrambe le sfide finite punto a punto (+3 Baskonia a Vitoria, +4 CSKA a Mosca nell’ultima gara di Regular Season, coi russi che rimontano un gap di 11 punti nell’ultimo quarto).

LA STELLA: Nando De Colo

14.0 PT • 15.3 PIR • 3.5 AST • 0.9 STL • 2.5 RIM • 53.0 2P% • 42.0 3P% • 93.9 FT%

Che vogliamo dire su De Colo, se non che è un giocatore che in Europa è ormai una superstella e che ha dimostrato di poter competere ad altissimi livelli? Le medie di cui sopra sono parametrate in poco più di 24 minuti di impiego medio, per cui è facile ipotizzare che possano anche salire nelle partite di playoff…

DA TENERE D’OCCHIO: Will Clyburn & Cory Higgins

In due, questi mettono insieme  quasi 30 punti, Clyburn tira giù oltre 7 rimbalzi a partita e Higgins tira con oltre il 50% dall’arco. Perché in effetti il CSKA non è profondo, di più. Del resto, se il CSKA è alla sua sedicesima Final Four in 17 anni (è stata assente solo nel 2011, anno dell’ultima presenza di un’italiana alle FF), con tre vittorie di cui due targate Messina e una Itoudis, un motivo ci sarà

Nando De Colo, MVP della stagione 2015/2016(www.eurohoops.net)
Cory Higgins, sesto uomo fondamentale (www.piratasdelbasket.com)

SASKI BASKONIA (15-15)

Allora, le Final Four di Eurolega quest’anno si giocheranno alla Fernando Buesa Arena, che del Tau Vitoria, ehm, pardon, del Saski Baskonia è il palazzetto di casa. Questo ovviamente costituisce una motivazione ulteriore, anche se magari col CSKA difficilmente ciò basterà.  La squadra di coach Perasovic, però pratica un basket molto “democratico”, con ben NOVE giocatori che segnano almeno 7 punti a partita e non più dei 12.3 del capitano Tornike Shengelia. I baschi hanno una rotazione molto profonda, con 12 giocatori che stanno in campo almeno 10 minuti a gara. Questo per dire che – nonostante il CSKA sia ovviamente favorito, roster alla mano, gli spagnoli non possono essere considerati una “sfidante materasso”, essendo peraltro la terza squadra dell’Eurolega per assist a partita, la quarta per rimbalzi, la quinta per recuperi.

LA STELLA: Tornike Shengelia

12.3 PT • 14.9 PIR • 1.9 AST • 1.2 STL • 4.4 RIM • 53.6 2P% • 40.9 3P% • 57.0 FT%

Il georgiano è un lungo molto “moderno”, che non può essere lasciato da solo fuori dalla linea dei tre punti ed è il miglior realizzatore del Baskonia.  Nella partita di andata contro il CSKA mise a segno 15 punti e la vittoria andò agli spagnoli, al ritorno solo 6 e infatti hanno vinto i russi. Pur non essendo efficacissimo a rimbalzo, sarà un fattore in questa serie.

DA TENERE D’OCCHIO: Vincent Poirier

11.3 PT • 16.4 PIR • 1.1 AST • 0.7 STL • 8.1 RIM • 59.3 2P% • 71.1 FT%

Il centrone francese è il perfetto complemento al gioco di Shengelia, un lungo che porta centimetri e rimbalzi.  La sua taglia può portare a degli interessanti mismatch offensivi contro i lunghi del CSKA, anche se poi nell’altra metà del campo ci potrebbe essere un pegno da pagare. Il tandem col tedesco Voigtmann, però, è “di sostanza” e sarà una delle chiavi tattiche della serie.

PRONOSTICO FINALE: CSKA 3-1 SASKI BASKONIA

Tornike Shengelia, leader indiscusso dei baschi (eurohoops.net)
Vincent Poirier (www.basketeurope.com)

REAL MADRID (#3) – PANATHINAIKOS (#6)

 A cura di Giandamiano Bovi

 

La serie dei playoff di Eurolega tra il Real Madrid 3° classificato e il Panathinaikos 6° si preannuncia come la più combattuta ed equilibrata della stagione.

Il sapore vintage della contesa rende il tutto ancora più accattivante. Tuttavia, la storia non conterà più non appena alzata la prima palla a due: Pablo Laso e Rick Pitino scriveranno un nuovo capitolo della pluriennale rivalità.

 

In stagione regolare, il Real ha prevalso in entrambe le partite, con una roboante vittoria per 89-68 a Madrid e una tripla del…talentuoso Rudy Fernandez che ha gelato Oaka suggellando il 73-74 finale.

https://www.youtube.com/watch?v=GHGJ5J1KEA8

Si tratta di due partite giocate in momenti molto diversi della stagione, in grado sì di dare indicazioni sullo sviluppo della serie playoff, ma non di chiarirne pienamente il verdetto.

Il Panathinaikos ha infatti avuto una crescita di rendimento dall’arrivo di coach Rick Pitino.

La leggenda del college basketball americano ha sostituito Xavi Pascual, che fu esonerato proprio dopo la sconfitta di Madrid (oltre al danno la beffa per Pascual, storico allenatore del Barça).

Con Pitino, il Panathinaikos ha vinto 10 delle 16 gare disputate, arrivando ai playoff dopo che le speranze sembravano ridotte al lumicino.

Il Real Madrid ha compiuto il percorso inverso, dominando la prima parte di stagione e rallentando nel finale, complice qualche infortunio. Dopo aver iniziato con 8 vittorie consecutive, il Real si è dovuto accontentare del terzo posto, venendo superato da Fenerbahçe e CSKA Mosca e costretto ad accoppiarsi con il peggior avversario tra le ultime 3 squadre ai playoff.

Infortuni, dicevamo: Sergio Llull, stella e portatore di palla primario del Madrid, non sarà della sfida a causa di un problema al bicipite femorale della gamba sinistra. Senza di lui, l’intero peso della gestione offensiva madridista ricadrà sulle spalle di Facundo Campazzo...

I VANTAGGI DEL REAL MADRID

LA STELLA:

ANTHONY RANDOLPH, 12.9 PT, 14.6 PIR, 56 2P%, 43 3P%, 75 FT%, 4.4 RIM, 1 AST

DA TENERE D’OCCHIO:

WALTER TAVARES, 7.8 PT, 13.6 PIR, 78 2P%, 62 FT%, 6.1 RIM, 1.7 BL

Le prime due partite si giocheranno al Wizink Center di Madrid il 17 e 19 aprile. Questo il primo vantaggio per la squadra di Pablo Laso, che può vantare 13 vittorie casalinghe a fronte di 2 sole sconfitte, contro il CSKA e contro lo Zalgiris. Se la partita contro i moscoviti era una sfida probante, persa per 88-93, nel round 30 contro lo Zalgiris il Real non aveva più motivazioni, perché il suo accoppiamento non sarebbe dipeso dal match contro i lituani.

I Blancos vantano il reparto lunghi più profondo e variegato d’Europa. Le stelle del Real – se è possibile indicarne due più brillanti in un roster eccelso – si chiamano Anthony Randolph e Walter Tavares.

Ormai perfettamente inserito nel sistema di Laso, lo “sloveno” Randolph è l’arma in più in attacco per il Real. Sta vivendo la sua miglior stagione in Spagna e mette a referto 13 punti e 4.4 rimbalzi di media. Giocatore forse non costante, talvolta nervoso o polemico, Randolph è però in grado di piazzare parziali praticamente da solo, incidendo in entrambe le metà campo. Per contenerlo, Rick Pitino potrà contare su DeShaun Thomas, Gist (che dovrà però giocare più minuti da centro), Antetokounmpo e Mitoglou. Gli ultimi due non hanno chiaramente molte possibilità contro Randolph nel medio periodo: Thomas sarà costretto agli straordinari.

Tavares è invece il giocatore del Real più cresciuto in questa stagione. Complice qualche infortunio di Gustavo Ayon, il capoverdiano ha avuto moltissimo spazio, diventando il miglior stoppator d’Eurolega e il giocatore forse più influente sul piano difensivo. La sua presenza nel pitturato spesso costringe gli avversari a desistere dal penetrare. Tavares sarà il fattore chiave contro il Panathinaikos, data la riluttanza e la scarsa precisione (31%) dei greci nel tiro da tre. Se Tavares non avrà problemi di falli e riuscirà a limitare le penetrazioni, il Panathinaikos non avrà chance di battere il Madrid.

 

Anthony Randolph al ferro (meritocraciablanca.com)
Walter Tavares (www.basketeurope.com)

LA STRATEGIA DEL PANATHINAIKOS

LA STELLA:

NICK CALATHES, 12.3 PT, 16.7 PIR, 49 2P%, 25 3P%, 50 FT%, 4.5 RIM, 8.9 AST, 1.7 ST

DA TENERE D’OCCHIO:

DESHAUN THOMAS, 10.3 PT, 10 PIR, 55 2P%, 34 3P%, 66 FT%, 3.9 RIM

 

Per poter volare alle Final Four di Vitoria, il Panathinaikos dovrà obbligatoriamente vincere una gara fuori casa. Impresa improba, come abbiamo detto. Pitino si giocherà le sue carte fin da gara 1, contando su un Calathes formato MVP e nel pieno delle forze.

Il play dei greci è la stella della squadra nonché dell’intera competizione. Tutto passa per le sue mani: se Calathes fosse ingabbiato dalla difesa del Real, le velleità di Final Four del Pana sarebbero rapidamente frustrate. Il probabile MVP della competizione (12+4.5+9 di media per lui) dovrà vedersela con Taylor, Deck, Campazzo e Causeur, che si alterneranno in marcatura nella speranza di stancarlo. Calathes potrà sfruttare la sua fisicità contro avversari più piccoli come Campazzo e Causeur, costringendo a tenere in campo Taylor (poco efficiente in attacco e incline ai falli) più del dovuto. I dubbi sul fenomeno dei greci non riguardano la singola partita, ma la tenuta fisica e mentale per un’intera serie. Dietro di lui, Pitino dispone del solo Lekavicius, dato l’infortunio di Pappas. È probabile l’impiego di Langford da finto play se il lituano subisse troppo il pressing estenuante di Campazzo.

L’altra chiave tattica della sfida riguarda il reparto lunghi. Riusciranno Thomas, Gist e Papagiannis a sostenere l’impatto dei pari ruolo madridisti? Potranno il giovane Mitoglou e il veterano Vougioukas garantire alcuni minuti di qualità senza creare vantaggi per il Real? Qualsiasi parziale negativo, specialmente in trasferta, sarebbe difficile da recuperare per il Panathinaikos. Come abbiamo già ricordato, i greci non eccellono dall’arco e fondano le loro vittorie più sulla ferocia difensiva che sulla qualità in attacco. Langford (11 ppg) e Kilpatrick (10 ppg) dovranno sicuramente segnare di più di quanto fatto in stagione regolare, per provare a controbattere alla batteria di tiratori del Real.

 

Nick Calathes, probabile MVP (www.eurohoops.net)
DeShaun Thomas ai tempi di Ohio State (photo by Harry How)

 

PRONOSTICO FINALE

L’infortunio di Llull diminusce il divario tecnico tra le due squadre. Senza di lui, il predominio madridista nel reparto lunghi verrà compensato da una lacuna tra le guardie. Per questo motivo, la sfida potrebbe rivelarsi ancora più avvincente del previsto. Tuttavia, il Panathinaikos sembra inferiore in termini di qualità offensiva e dipende troppo da un giocatore pur fenomenale come Calathes. Pronostichiamo quindi un 3-1 finale, con il Real che mantiene inviolato il palazzetto casalingo e il Pana che si vede costretto ad alzare bandiera bianca in gara 4, con un Calathes allo stremo delle forze dopo una prova monstre in gara 3.

ANADOLU EFES ISTANBUL (#4) – FC BARCELONA LASSA (#5)

A cura di Riccardo Mele

ANADOLU EFES ISTANBUL (19-10)

I turchi, reduci da un’Eurolega a dir poco tragica lo scorso anno (ultimi, con sole 7 vittorie), in estate hanno aperto il portafoglio per allestire una squadra da playoff. Obiettivo centrato, con un piazzamento che probabilmente va oltre le aspettative di inizio stagione. La squadra di Ataman si è piazzata immediatamente dietro i “colossi” Fenerbahçe, CSKA e Real, esprimendo un ottimo gioco in una Regular Season che non li ha visti commettere neanche un passo falso. 

Contro i catalani il bilancio della stagione regolare è in parità: vittoria in casa (92-70) e sconfitta in trasferta (80-65).

 

LA STELLA: Vasilije Micić

11.8 PT • 13.2 PIR • 5.4 AST • 0.9 STL • 2.2 RIM • 57.8 2P% • 36.3 3P% • 78 FT%

Il serbo sembra aver trovato in Turchia la sua dimensione. Sta giocando una pallacanestro di altissimo livello, è il 3º miglior passatore della Lega (5.41 assist a partita), e insieme a Dunston forma un asse play-pivot che non ha niente da invidiare a nessuno.

DA TENERE D’OCCHIO: Krunoslav Simon

9.5 PT • 13 PIR • 2.8 AST • 0.9 STL • 3.7 RIM • 66.7 2P% • 40.2 3P% • 86.7 FT%

La guardia croata mischia al grande talento una buona dose di discontinuità, ma se azzecca la serata giusta sono problemi serissimi per tutti. Può essere l’ago della bilancia della serie.

Vasilije Micic, un’annata da ricordare (anadoluefessk.org)
Kruno Simon esperienza al potere (trendbasket.net)

FC BARCELONA LASSA (17-12)

Come i turchi, anche i catalani sono reduci da un’Eurolega davvero deludente lo scorso anno (13esimi). Per la stagione corrente la dirigenza ha messo a disposizione il 2º budget più consistente dell’intera manifestazione (36M totali, di cui 27 per gli ingaggi), dietro solo al Real. La Regular Season è stata sicuramente migliore di quella della scorsa stagione, ma comunque caratterizzata da alti e bassi: iniziata con 2 sconfitte, seguite da 5 vittorie consecutive, ha visto il punto più basso verso la metà del girone d’andata, con un’infilata di 4 sconfitte consecutive, tra cui quella col fanalino di coda Budućnost VOLI Podgorica. Il roster è da Final Four, bisognerà vedere se le aspettative verranno rispettate.

LA STELLA: Ante Tomić

9.6 PT • 13.2 PIR • 1.9 AST • 0.6 STL • 5.1 RIM • 62.1 2P% • 0 3P% • 61.6 FT%

Il lungo croato ha scollinato i 30 anni, non è mai stato un super-atleta, ma è uno che può spiegare pallacanestro ancora a molta gente. Ed è abituato a questo tipo di palcoscenico.

DA TENERE D’OCCHIO: Thomas Heurtel

10.7 PT • 12 PIR • 5.0 AST • 0.7 STL • 2.1 RIM • 49.1 2P% • 46.3 3P% • 75.8 FT%

Vale il discorso fatto sopra per Simon. Grandissimo talento, ma rendimento altalenante. Quando ha voglia è uno dei migliori passatori del continente (e anche uno dei più spettacolari)

La grinta del capitano Ante Tomic (mundodeportivo.com)
Il funanmbolo Thomas Heurtel (mundodeprotivo.com)

PRONOSTICO FINALE: Anadolu Efes Istanbul (3-1). I catalani hanno indubbiamente un roster più completo e a livello di puro talento stanno un gradino sopra i turchi. Ma la squadra di Ataman ha dimostrato di non temere nessuno. Hanno un’ottima chimica di squadra e un gioco ben organizzato. Per quanto visto in RS sono sicuramente favoriti.

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Mikhail Laurenza
mikagil0@gmail.com